SCOPRI2020-12-09T09:35:31+00:00

CHE COS’È.

L’economia circolare si può definire un’economia industriale che è concettualmente rigenerativa e riproduce la natura nel migliorare e ottimizzare in modo attivo i sistemi mediante i quali opera.

Infografica di ©Michela Lazzaroni
in Bompan E., Brambilla I.N., Che cosa è l’economia circolare, Edizioni Ambiente

Infografica di Michela Lazzaroni

L’attuale modello economico si basa su un sistema lineare che si compone di quattro fasi ben definite: l’estrazione delle materie prime dai giacimenti, la produzione e la lavorazione dei materiali per trasformarli in prodotti, l’utilizzo attivo da parte degli utenti e, infine, lo smaltimento nelle discariche, dove ogni prodotto si trasforma in rifiuto. Questo sistema pone le sue basi su due logiche irreali: da un lato considerare la terra come fonte illimitata di risorse, dall’altro ritenere inesauribile lo spazio a disposizione della società su cui “dimenticare” i prodotti considerati inutili.

Attualmente i sistemi produttivi hanno sviluppato alcuni cicli interni riducendo in parte l’uso di risorse e la produzione di rifiuti. «Tutto ciò, però, solo per alcuni tipi di produzioni e solo in alcune parti del mondo. Nella terza successiva, le produzioni dovrebbero essere basate sull’uso di risorse rinnovabili (in materiali ed energia) e su sistemi chiusi nei quali i rifiuti, comunque ridotti, sono considerati “cibo” per il processo produttivo o per altri processi produttivi creando un sistema di simbiosi industriale.»

L’economia circolare è definibile come sistema olistico che racchiude elementi di mercato, di benessere dei lavoratori e di impatto, «una sorta di ombrello concettuale che accomuna mondi diversi – la bioeconomia, la sharing economy, il remanufacturing, la gestione avanzata dei rifiuti ecc.»

Nata sulla base dei principi dell’ecologia industriale e della simbiosi industriale, le cui riflessioni possono essere ritrovate già a metà anni ‘60, la strategia dell’economia circolare, così come la intendiamo oggi, viene universalmente attribuita alla Ellen MacArthur Foundation, fondata nel 2009 e considerata ad oggi uno dei più autorevoli punti di riferimento in materia. Secondo la fondazione, l’economia circolare si può definire un’economia industriale che è concettualmente rigenerativa e riproduce la natura nel migliorare e ottimizzare in modo attivo i sistemi mediante i quali opera.

Una volta spiegato il sistema è necessario, per comprendere con chiarezza questo modello olistico, delinearne le particelle fondamentali, suddividerlo cioè nei suoi nove elementi costitutivi. Essi sono:

1. la materia rinnovabile;
2. il pensiero sistemico;
3. le azioni a cascata e i cicli ristretti;
4. la crossfertilizzazione;
5. la resilienza;
6. l’ambiente;
7. la temporalità;
8. la scala;
9. le persone.

La prima particella, denominata materia rinnovabile, funge da pilastro sostanziale per l’intero sistema. Quelli che fino ad ora erano concepiti come rifiuti, devono essere reinterpretati (nelle loro componenti chimiche, biologiche e tecniche) e reinseriti nel sistema circolare con un nuovo uso e un nuovo scopo.

LE STRATEGIE.

Per raggiungere la circolarità, è possibile utilizzare diverse strategie idonee a realizzare modelli di produzione e consumo sostenibili, efficienti e rigenerativi. Tutto ciò in coerenza con i Sustainable Goals delle Nazioni Unite (in particolare con l’obiettivo n. 12) e con quanto indicato dal Nuovo Piano d’azione sull’Economia Circolare dell’Unione Europea.

Per proseguire verso modelli più sostenibili (a livello ambientale, sociale, economico e normativo) è necessario sperimentare concretamente le varie strategie che l’economia circolare offre: dall’ottimizzazione nell’uso delle risorse alla simbiosi industriale, dall’upcycling alla life extension, dalla sharing economy al pay per use, dalla manutenibilità alla rimanifatturazione.

Al centro delle strategie c’è il design come “catalizzatore d’innovazione” sia perché interviene prima che scarti, sfridi, eccedenze, sprechi e rifiuti si siano formati, sia per il suo ruolo nell’ambito della comunicazione e narrazione dei nuovi modelli di produzione e consumo.

Infografica di ©Michela Lazzaroni
in Bompan E., Brambilla I.N., Che cosa è l’economia circolare, Edizioni Ambiente

FALSI MITI.

Esistono una serie di falsi miti e di luoghi comuni che impediscono una reale comprensione della circolarità, come per esempio considerare l’economia circolare come un approccio utile esclusivamente per riciclare rifiuti. Eccone alcuni con una breve spiegazione del perché non siano totalmente o parzialmente corretti.

Economia circolare = riciclare2020-12-08T21:56:07+00:00

Non solo. Il riciclo dei materiali è una delle strategie dell’economia circolare, ma non l’unica. In realtà l’obiettivo dell’economia circolare è quello di prevenire il più possibile i rifiuti – piuttosto che gestirli – e, poi, di garantire che siano facilmente riciclabili quei materiali che non possono rientrare nel ciclo di produzione e consumo in altro modo.

Economia circolare = usare materiali riciclati2020-12-08T22:03:08+00:00

Non esattamente. In realtà, se si sceglie la strada del riciclo, non basta pensare di aver fatto un buon lavoro perché si è utilizzato un materiale riciclato: bisogna che il prodotto così realizzato sia anch’esso facilmente riciclabile altrimenti interrompiamo la circolarità già dopo il suo primo giro.

L’economia circolare è un concetto nuovo2020-12-08T22:24:13+00:00

In realtà ha una sua storia. Nata sulla base dei principi dell’ecologia industriale e della simbiosi industriale, le cui riflessioni iniziarono a metà degli anni ‘60, l’Economia Circolare, così come la intendiamo oggi, viene universalmente attribuita alla Ellen MacArthur Foundation, fondata nel 2009 e considerata ad oggi uno dei più autorevoli punti di riferimento in materia.
Tra gli scienziati che hanno elaborato il concetto di ecologia industriale ci sono Robert Frosch e Nicholas Gallopulos i quali, nel 1989, hanno osservato che esiste una precisa analogia tra ecosistemi naturali ed ecosistemi industriali e che, proprio per questo, un sistema industriale che possa dirsi ambientalmente sostenibile dovrebbe ridurre la produzione di rifiuti nei processi, cercando di utilizzare al meglio i materiali di scarto e i prodotti a fine vita, anche come input per altri processi produttivi.
Fonte: Badalucco (2013), Oltre i confini di Leonia, Dativo Editore

L’economia circolare porta una contrazione e riduzione del benessere2020-12-08T22:24:48+00:00

Decisamente no, anzi. L’economia circolare ci chiede di ripensare i nostri attuali sistemi di produzione e consumo in modo da ottimizzare l’uso delle risorse, ridurre gli sprechi e raggiungere processi rigenerativi (simili a quanto avviene già nei sistemi naturali), ma sempre garantendo un maggiore e più diffuso benessere economico e sociale.

Gli imballaggi sono nemici della circolarità e vanno sempre eliminati2020-12-08T22:25:26+00:00

No, anzi. Se ben progettati e ottimizzati, gli imballaggi aiutano a garantire che il loro contenuto sia preservato per il maggior tempo possibile. Rendere ottimale il rapporto tra contenuto e contenitore può ridurre l’impatto ambientale di un prodotto lungo il suo ciclo di vita: i rifiuti dovuti ad alimenti deteriorati o a prodotti elettrici ed elettronici rovinati nel trasporto comportano, ad esempio, un impatto ambientale che può essere fino a 10 volte superiore a quello dei rifiuti da imballaggio. Inoltre, come ci ricorda la FAO, sempre se ben progettati, gli imballaggi offrono un contributo alla riduzione delle perdite alimentari lungo le catene di produzione e rifornimento post-raccolto e un minor rischio di spreco di cibo.
Fonte: Badalucco (2011), Il buon packaging, Edizioni Dativo

La plastica è il grande nemico e può essere sostituita dalle bioplastiche2020-12-08T22:26:22+00:00

Non è sempre vero. Infatti, proprio le caratteristiche intrinseche dei materiali polimerici come la non biodegradabilità e l’impermeabilità, li rendono per ora insostituibili per alcuni usi medico/sanitari (valvole cardiache, guanti sterili, siringhe, mascherine, ecc.) e per l’imballaggio di certe sostanze che devono essere protette da contaminazione o che non devono contaminare (medicinali, liquidi corrosivi, batterie macchine, ecc.). Non è il materiale ad essere un problema: è l’uso che ne facciamo e come lo consideriamo che può renderlo una criticità.
Fonte: https://www.zerospreco.com/falsi-miti-e-curiosita

RISORSE UTILI.

Di seguito sono inserititi altri siti internet che trattano il tema dell’economia circolare sotto diversi aspetti. Inoltre sono state aggiunte alcune pubblicazioni utili per chi volesse approfondire questo tema e non sapesse da dove partire.

Siti internet

Pubblicazioni

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